Qui si pone il problema di costruire ambienti di apprendimento in cui il soggetto si possa immergere per poi interagire con gli elementi in esso contenuti. Il punto centrale è il gioco, la libertà di associazione, ma attenzione, quando si sottolinea l’importanza del gioco ai fini della didattica e dell’apprendimento, certamente non si vuole postulare nessuna forma di analogia disinvolta tra il videogioco e il materiale didattico. Piuttosto, si vuole mettere in evidenza l’importanza della libera associazione e della libera sperimentazione ai fini di un apprendimento che sia coinvolgente ma anche prodigo di risultati significativi.
I recenti indirizzi della teoria dell’evoluzione, in particolare nelle posizioni di Stephen Jay Gould, sottolineano, attraverso un’analisi dell’evoluzione delle specie animali ma anche di comparazione di questa con l’evoluzione dell’Homo Sapiens, come quest’ultimo sia caratterizzato dal più lungo periodo di dipendenza dall’ambiente familiare e dal cammino più lento verso la piena funzionalità.
Proprio grazie a questa prolungata dipendenza l’Uomo è anche il soggetto dotato della maggiore flessibilità e della più ampia libertà di sperimentazione e di associazione.
La forte dipendenza e il livello di protezione che ne scaturisce fanno sì che a differenza di altri animali l’Uomo non si trovi immediatamente e fin da piccolo alle prese con esigenze pressanti di sopravvivenza e di competizione. Questo periodo di dipendenza dell’Uomo si sta sempre più allungando e gli offre la possibilità di non avere l’esigenza di rendere i propri circuiti cerebrali, le proprie reazioni immediatamente funzionali ad esigenze immediate poste dalla lotta per la sopravvivenza. L’aspetto positivo di questo prolungato periodo di dipendenza è il fatto che il cervello dell’Uomo ha la possibilità di sperimentare attraverso il gioco.
Dunque il gioco diventa una componente fondamentale della crescita che non nuoce alla sopravvivenza e conferisce al cervello una notevole plasticità. E per il fatto di non essere obbligato a dedicarsi al conseguimento di obiettivi specifici il cervello dell’Uomo acquista e mantiene flessibilità e creatività.
Ora, quando si parla di dimensione del gioco si fa proprio riferimento a questa flessibilità, a questa capacità di sperimentazione che il cervello del bambino e del ragazzo deve mantenere in quanto gli fornisce la capacità di vedere e di pensare nuove cose e nuovi stili di carattere percettivo e cognitivo.
Questo tipo di impostazione viene facilitata dall’estensione delle possibilità che si ottiene con la creazione di nuovi tipi di ambienti, di realtà potenziata o addirittura di realtà virtuale, con i quali sperimentare nuove configurazioni ambientali, nuove interazioni fra l’individuo e l’ambiente. In questo modo si offre al cervello ulteriore materiale per mantenere la sua caratteristica di sperimentare soluzioni differenti sia di tipo percettivo che di tipo cognitivo rispetto a quelle egemoni e prevalenti. Questo fornisce al bambino e al ragazzo quel tipo di elasticità mentale, quella capacità anche di sollevarsi al di sopra delle situazioni per vedere le strutture soggiacenti, quegli elementi correlati alla creatività di tipo scientifico. In altre parole l’abitudine a pensare scientificamente: non fermarsi alle evidenze immediate ma cercare soluzioni in profondità.